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"Altro che psicoanalisi ci vorrebbe..."
(Italo Svevo, La coscienza di Zeno)


per gentile concessione della rivista IL COMPAGNO SEGRETO


 

NUMERO 9

Scrittori

medici

Cechov, Céline,

Bulgakov, Benn...

...& co.


il libro

l'autore

costellazioni

scrivere

tradire&tradurre

la matta

forum

biblio

In un mondo in cui accadevano cose tanto mostruose, che poggiava su principi tanto mostruosi, come la ricerca più recente era impegnata a dimostrare, non faceva proprio alcuna differenza che un paio di uomini vivessero un paio di giorni più a lungo o dormissero un paio di notti in più: la si smettesse una buona volta con tutte queste ciance astruse sulla vita e la felicità. Non era certo il caso di discuterne. La materia era radiazione e la divinità silenzio, quel che stava nel mezzo, una bazzecola. Cani impagliati le creature per l'aldilà, e lo spazio fra cielo e terra cavo come un flauto, ma la Grande Muraglia reggeva ancora bene e il loess era più eterno dei Ming: - questo mi pareva indicare il primato dell'amorfo.

(G. BENN, Il romanzo del fenotipo)



"Nascere e morire è la stessa cosa;

mescolarsi e separarsi è la stessa cosa;

nascere e mescolarsi è la stessa cosa;

perire, decrescere, separarsi è la stessa cosa."

(IPPOCRATE, Trattato delle malattie acute)


Morte: "una fine apparente che produce un dolore reale."

(F. KAFKA, Diari)


"Già una pillola basta a gabbarti
e il torbido rischiara, il freddo scalda."
(G. BENN, Melanconia)
 
 "Ho  vissuto  or ora luminosi, stupendi, celestiali minuti."
(A. CECHOV,  Il  Monaco nero)
 
 "una frescura di menta all'addome"

(M. BULGAKOV, Morfina)



La testa è una specie di officina che funziona mica così bene
come uno vuole... pensare! duemila miliardi di neuroni
completamente in pieno mistero... stai fresco!
neuroni abbandonati a se stessi!

(F. CÉLINE, Da un castello all'altro)


In corpore testi
- Gli scrittori medici

I medicamenta del Dottor Scrittura


"Lei è mica serio Dottore!"

(F. Céline, Guignol's Band II)


Questa volta, invece di andare di su e di giù nella casa d'un testo solo, la navigazione che si azzarda è in una galassia di cui neppure si pensa di poter dare i confini. I nostri quattro dottori, infatti, sono tra gli scrittori più grandi: aristocrazia da Limbo dantesco!


Ne siamo tornati non con mappe, ma con disastri di mappe.


Come in tutte le buone caccie al tesoro, il senso di questo gioco l'abbiamo trovato solo dopo, in una pagina di
Carlo Dossi che inizia con una giusta evidenza: che "tra medicina e letteratura corse sempre amicizia", e non solo per la gran quantità di medici che "hanno occupato, nel cosidetto campo letterario, assài pèrtiche per coltivarvi piante non sempre medicinali", ma soprattutto per essere alleate nella stessa missione: medicina e letteratura cercano infatti "di richiamare il bel tempo, o, se non altro, di dissimulare il cattivo, una al corpo, l'altra all'animo" (C. DOSSI, Ritratti umani dal calamajo di un mèdico).

La scrittura come farmaco, dice l'essenziale e ambivalente metafora di Platone.

Che lo stesso sia per noi.


È colpa del dito unto, della penetrante,

morturiera mano palpatrice, sì,

è la mano del medico che uccide!

Basta un'oncia di cloruro di calce,

un'oncia sola in un secchio d'acqua,

per porre fine al veneficio.

(Ignaz Philipp Semmelweis. 1818-1865

di H. M. ENZENSBERGER,

in: Gli elisir della scienza)

1. Autopsie

2. Anatomie

3. Malasanità

4. ?Una folla!?

5. Efficienze

6. Mentire

7. La verità

8. Bravi medici

9. Manuali

10. Gerghi

11. Specialisti

12. Nel cervello

13. Sempre se

14. Droghe

15.Dio

16. Vita-Morte