Emilia De Simoni: poesie ali (2000-2004)
 
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PICCOLE NATURE


Conviene affacciarsi dal ponte

sulle sponde irrequiete le ballerine bianche
agitano le code
sprezzanti delle correnti calde
di marzo e dell’asfalto

energia sorprendente di piccole nature
alleggerisce la città soffocante


IN LINEA D'ARIA


Sempre mi sorprendeva quel chiarore
di Monteverde Vecchio in primavera

luce innocente di sole infantile
ricordo di città precipitate
da mondi non urbani disegnati
in sillabari intensi di colori

luce senza incertezze di stagioni
aperta sulla pagina iniziale
di figure fermate in divenire

lungo le vie in salita nelle case
di giardini discreti fecondati
da domestici fiori e semi al vento
lanciati al soffio di campi sperduti
in vasi e terre interne sotto i lampi
che dall’Ostiense il ferro della torre
lascia filtrare in vuoti luminosi

con gli sguardi sospesi dai terrazzi
forse condividemmo la cometa
e l’invadenza aerea dei rondoni

sul precipizio curvo delle mura
attraversati dalle stesse immagini
da sconosciute voci ed esistenze
evanescenti ai silenzi d’estate

l’affanno delle nottole al tramonto
la fissità dei gechi trasparenti
il passare dei treni in sottofondo

in linea d'aria solo questo viale
mi separa da dove non ritorno

PONTE CESTIO


Guarda come svanisce il cormorano
ogni tuffo uno sparo nessuna esitazione

si fa arpione nel fango che trafigge
non sai dove riemerge recidivo

è un pensiero annegato ti colpisce
in proditorio agguato al Ponte Cestio

naufraga il sanatorio lungo il fiume
affiorante relitto di paura




MERIDIANA DI FOGLIE


La sequenza del platano
mi è misura del tempo
meridiana di foglie
sotto l'ago dei venti

dal flusso delle ombre
leggo l'ora
la luce dell'istante
che mi proietta altrove
in quei resti di cielo
che mi concede l’albero

nei solchi delle croci
fendenti mezzelune
di ali migratorie
disarmonie stridenti
di voci ritornanti




PONTE MARCONI


Da Ponte Marconi i balestrucci
eleganti sul fiume innavigabile
si lasciano cadere in emozioni
di suicidi gioiosi

riprendono a salire per smentita
di traiettorie a morte
guidati nelle ali da memorie
di cicli stagionali

PONTE ROTTO


Giornate di tristezza così chiare

in profezia invernale di nera lucentezza
distendono le ali in ampi manti
umidi i cormorani al Ponte Rotto
per asciugarsi il fiume intorno al corpo

in fiera compostezza si riavvolgono
macchie di contrappunto alle rovine
di pietre bianche e arbusti dirompenti

statue migranti della separatezza
indicano gli invalicabili confini
sul crollato legame tra le rive
ai custodi di anime divise



GIORNO DI NIENTE

Giorno di niente non vale una rima
sul Tevere sfioravano l’acqua i primi balestrucci
grideranno di nuovo i rondoni nei cortili
non prendono il volo da terra
devi gettarli nel vuoto
rifiuti
riconoscono l’aria e le correnti


non guardarli da vicino
hanno occhi cattivi e ti feriscono






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pagina aggiornata il 28 febbraio 2010